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Una famiglia irlandese nel Lazio settentrionale
Grazie a lettere conservate a Liverpool in Inghilterra e a documenti negli archivi di Roma e di Viterbo, è venuta alla luce la saga della famiglia Denham, una volta "lord" delle campagne, delle cittadine e delle dogane di quest'angolo remoto del Lazio.
Un giovane irlandese domiciliato a Londra di nome Denham per evitare di essere mandato in prigione per debiti, accettò di arruolarsi nel reggimento di Lord Blaney e si imbarcò per Lisbona nell'anno 1762. Lasciò indietro la sua sposa, Sukey, domestica nello staff della Duchessa di Beaufort a Badminton Court vicino a Bristol. Già nel luglio 1763, Ensign Denham aveva lasciato la vita militare per un impiego nella ditta di Thomas Earle-importatrice di vino, caffè, cuoio e marmo bianco che dal porto di Genova venivano inviati ai porti inglesi di Liverpool e Londra.
Lettere personali a Sukey e ai datori di lavoro, narrano come Denham studiasse la lingua italiana, traducendo pezzi delle poesie di Tasso, e delle sue difficoltà nel capire l'accento genovese. Fra le sue descrizioni della vita italiana ci sono un ballo in maschera a Palazzo Doria in onore del Duca di York e la menzione del rilascio di schiavi inglesi da parte del capo dei pirati: il Duca di Algiers.
A Genova Denham commissionò il suo ritratto al pittore Dance e lo spedì alla moglie. Questa riceveva la metà della sua paga così Denham doveva negarsi il lusso di un palco all'opera e al teatro fino al 1764 quando, diventando agente a Livorno, poteva contare sul reddito annuale di 40 sterline e due servitori. Dal suo nuovo posto scriveva del terremoto del gennaio 1767 e l'usanza locale di fare il bagno contro il caldo soffocante in vasche di rame che si potevano avere in affitto.
Finalmente nel 1768 il lungo e sospirato posto di "partner" nella ditta Earle gli assicurò i ¾ dei profitti sui carichi spediti da Civitavecchia.
Denham, arrivato a Civitavecchia per prendere il nuovo posto, vide il porto più importante degli Stati della Chiesa con numerose navi inglesi ma senza la presenza di un vero console inglese. Fiutando l'affare chiedeva, attraverso la moglie, una raccomandazione dal Lord Beaufort per avere il riconoscimento ufficiale di console britannico.
Nel 1769 la nave di Denham, "Victory", con a bordo un carico di tele d'Olanda destinate al governo papale, fu distrutta andando a cozzare sul basso fondale mentre cercava di attraccare nel porto di Civitavecchia. Dopo tre anni di battaglie legali con lo Stato Papale Denham ricevette come compenso, per le perdite subite, l'enfiteusi perpetua per se e per i suoi eredi maschi legittimi sulle terre di Onano, Proceno e Centeno nella parte più settentrionale degli Stati Papali.
Le colline ondulate sul confine fra la Toscana e gli Stati Papali erano in quel periodo considerate il paniere d'Italia. Producevano grano e altri prodotti alimentari che poi venivano spediti da Civitavecchia a Roma, in Ligura, in Francia e in Inghilterra. La famiglia di Joseph/Giuseppe Denham aveva ricevuto tutti i diritti sulle colture di grano e le tasse doganali della posta e dogana di Centeno in cambio di un versamento annuale di 500 scudi alla Camera Apostolica.
Il governo di Papa Clemente XIV si aspettava che l'enfiteuta incoraggiasse il commercio e applicasse metodi moderni per l'agricoltura. Le lettere di Denham agli amici in Inghilterra, durante questo periodo, contenevano commenti sul come era ben voluto dai suoi contadini e di com' erano contenti del suo stile di governo. Dalle sue lettere sembra che fosse considerato un membro di fiducia dell'amministrazione degli Stati Papali e partecipava spesso alle cerimonie a Roma. Fra i benefici che la famiglia portò alla terra di Onano ricordiamo l'introduzione dei telai per fare stoffe, una scuola per fanciulle e il miglioramento delle strade locali.
Oltre alle lettere, documenti notarili e di archivio sono rimasti di quel tempo, un ciclo di pitture a tempera nei saloni principali del castello di Onano dove oggi il Sindaco ha il suo ufficio. Lì abitò e governò la famiglia Denham per quasi un secolo. Nelle vivaci scene, vediamo la vita nei villaggi dai tetti molto inclinati che sembrano case irlandesi o inglesi; barche piene di persone, navi e porti con mulini a vento e scaricatori con carelli. Nelle pitture vediamo narrato i capitoli della saga di questa famiglia irlandese.
In questi anni Denham non contento dei proventi dall'enfiteusi e la spedizione d'opere d'arte, comprò altre terre e casali cadendo di nuovo in debiti, che furono più tardi pagati dalle figlie. Nell'anno 1801 Denham e i suoi figli maschi erano tutti deceduti e le terre di Centeno, Onano e Proceno dovevano essere, secondo il contratto fatto nel 1773, restituiti alla Camera Apostolica.
La figlia Carlotta sposata con un medico pisano di origine francese, Antonio Bousquet, ottenne il rinnovo della concessione di enfiteusi per se e suoi eredi maschi legittimi. Conosciuta come Madama Carlotta, aveva i cappelli rossi come una vera irlandese ed era molto benvoluta dalla popolazione locale. Ancora oggi il castello Monaldesco di Onano, che ha visto passare gli Sforza, i Monaldeschi, i Denham ed i Pacelli, ed è ora sede del Comune, è conosciuto come Palazzo Madama.
Mary Jane Cryan - www.elegantetruria.com
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