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Museo Civico
Indirizzo Piazza F. Crispi
Tel +39 0761.340810
E-Mail museocivico@comune.viterbo.it
Il museo attualmente è chiuso per lavori di ristrutturazione
Le collezioni civiche sono esposte all’interno dell’ex- convento dei Serviti annesso alla chiesa di S. Maria della Verità (quest’ultima fu anche sede museale sino al 1955); l’entrata del museo immette nel chiostro gotico Trecentesco dove è collocata la sezione lapidaria, ricca di numerosi sarcofagi con interessanti iscrizioni etrusche, provenienti dalle necropoli di Norchia, Civita, Ferento, Musarna, ecc.., databili tra III e I sec. a.C.
Le successive sale espositive si dispongono su tre livelli: al pianterreno trovano posto i reperti archeologici - in parte provenienti dalla collezione Luigi Rossi Danielli- si tratta di corredi funerari e reperti provenienti da varie località del viterbese, per un arco cronologico che va dal VIII sec. a.C. al III sec. d.C., testimonianze delle civiltà etrusca, falisca e romana attraverso statue, terrecotte, bronzi, gioielli, lastre e cippi funerari con iscrizioni.
Al primo piano si trova la pinacoteca comprendente opere che vanno dal XIII al XVIII sec.; di grande rilievo sono due capolavori di Sebastiano del Piombo (1486-1547) che vi sono conservati: La Pietà (1516-1517) e La Flagellazione (1525), commissionate da G. Botonti per una cappella della chiesa viterbese di S. Francesco; si tratta di due grandi tavole che mostrano il maturo talento del pittore e la sua capacità di unire studio anatomico e monumentalità michelangioleschi ad una cromia tipicamente veneta, dai toni caldi e sfumati. Le figure giganteggiano in primo piano ed esprimono una dignitosa e altamente morale sacralità, priva di orpelli; il paesaggio alle spalle della Pietà, un notturno legato ai modelli veneti, arricchisce ancora di più la scena di misticismo e mistero. Tra le altre si possono ammirare nella pinacoteca, opere di Antoniazzo Romano (attivo1461- 1508), Vitale da Bologna (1309?-1360), Salvator Rosa (1615 -1673), M. Benefial (1684- 1764), Cesare Nebbia (1536-1614), Antiveduto Grammatica (1571-1626), dei pittori locali Antonio del Massaro detto il Pastura (1450 -1516) e G.F. Romanelli (1610-1662). Sempre in questa sezione sono conservati anche affreschi staccati da chiese e palazzi cittadini (S. Maria in Gradi, S. Maria Nuova, Palazzo dei Priori, ecc...).All’ultimo piano una galleria di ritratti del XVIII e XIX secolo nella quale sono riconoscibili anche alcuni personaggi legati alle origini delle raccolte civiche custodite nel Museo.
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