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Palazzo dei Priori
Sede del Comune di Viterbo, vide una prima fase costruttiva intorno al Duecento ma ciò che possiamo ammirare oggi è il frutto di una rielaborazione dell’intera piazza del plebiscito e dei suoi edifici attuata in epoca rinascimentale, a partire dal 1460. La facciata del palazzo presenta un elegante e arioso porticato con nove arcate a tutto sesto e al di sopra, tra due diversi ordini di finestre -al primo piano a croce guelfa, al secondo ad arco- campeggia un grande stemma di papa Sisto IV della Rovere (1471-1484); il portale centrale immette in un giardino interno dal quale si ha una magnifica veduta su Valle Faul, arricchito da un’elaborata fontana con i leoni del 1626 disegnata da F. Caparozzi.
Al primo piano si trovano la Cappella del Comune, con la tela di B. Cavarozzi raffigurante la Visitazione (1622); la Sala della Madonna della Quercia, con affreschi legati alla storia del santuario omonimo; la Sala Regia, decorata con affreschi parietali che raffigurano episodi relativi all’origine della città (fine XVI sec.) opera di B. Croce e con le Vedute dei territori sotto il dominio di Viterbo dipinte sul soffitto a cassettoni dai viterbesi T. Ligustri e L. Nucci; la Sala del Consiglio, la quale possiede ancora gli antichi stalli del XVI sec. e il soffitto a cassettoni del XV sec., con le pareti affrescate da monocromi di maestro Teodoro siciliano del 1558; nel braccio nuovo del palazzo si trovano la Sala dei Matrimoni (o Sala Rossa) dove, oltre a preziosi arredi, si trovano la copia dello Sposalizio della Vergine di Lorenzo da Viterbo opera di Pietro Vanni (XIX sec.) e il Sacrificio di Polissena di D. Corvi (XVIII sec.); la Sala dei Paesaggi con dipinti di G. Torriani (1789) e la Sala dell’Aurora con soffitto rappresentante Aurora opera di Felice Ludovisi.
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Piazza del Plebiscito - Chiostro
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