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BEST WESTERN HOTEL VITERBO · DINTORNI · MONUMENTI


Viterbo: città delle belle fontane e delle belle donne
Un'itinerario attraverso la città medioevale


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Viterbo, a meno di un'ora di macchina Roma, è ancora un mistero per molti Romani e turisti stranieri. La città (di circa 72.000 abitanti) è famosa per il suo centro storico medievale e per la singolare festa di S. Rosa celebrata 3 Settembre da ormai 700 anni.
Una breve passeggiata in centro può rivelare un altro aspetto significativo di Viterbo: le sue fontane. Le novantanove fontane nelle piazze e nascoste nei monasteri le hanno fatto guadagnare, insieme ad Aix-en-Provence, il titolo di "città delle fontane". Oltre a queste vi sono ancora 20 lavatoi pubblici, di cui alcuni ancora funzionanti ed utilizzati per lavare tende e tappeti voluminosi.

Il centro storico di Viterbo, circondato dalle mura, si può raggiungere tramite Porta Romana, abbellita da due gramde stemmi appesi in onore della visita del papa Innocenzo X° (Giambattista Pamphili 1644-1655) e di Clemente IX (Gianfrancesco Albani 1700-21). Durante l'assalto delle truppe francesi, guidate dal Maggiore Kellerman nel 1799 la città invocò la protezione della patrona S. Rosa e in seguito, per ringraziarla, posero la sua statua in cima alla porta principale.


Fontana Grande


Piazza delle Erbe


Piazza del Gesù


Piazza Dante


Piazza della Crocetta


Piano Scarano


Piazza della Rocca
Da Porta Romana, Via Cavour ci collega con Piazza Fontana Grande, dominata dalla splendida fontana "a fuso". Costruita nel 13° secolo nel sito di un'altra fontana, era considerata la più bella di Viterbo per le numerose cannelle a forma di testa di leone. Fino a qualche decennio fa il mercato si teneva in questa piazza ed i commercianti allestivano la merce sugli scalini . Una copia perfetta (in scala 1:2) della fontana si può trovare nella piazza principale di Rodi, in Grecia.
La fontana di Piazza delle Erbe, al centro della passeggiata serale dei viterbesi, fu costruita nel 16°secolo e nel 1877 furono aggiunti i leoni che oggi troneggiano sulla piazza. Negli anni le sono stati dati numerosi nomi quali Flajana, S.Stefano, Alessandrina e Vittorio Emanuele.

La fontana del Cortile del Palazzo comunale, costruita nel 1624, si offre come un'ottima occasione per fare qualche fotografia per i suoi leoni rampanti in bronzo e la palma : due simbolo della città.
Viterbo è anche conosciuta per le sue splendide donne, un luogo comune risalente al mito della Bella Galiana, una giovane locale. Secondo la leggenda, un nobile Romano, disorientato dalla sua bellezza, assediò la città per conquistare la ragazza. Ma quando questa rifiutò di sposarlo, lui le chiese di mostrarsi in cima ad una torre, per permettergli di osservarla un'ultima volta. Qui un arciere, scoccando la freccia mortale, pose fine alla sua vita, dando inizio alla leggenda. Il bianco sarcofago nel Museo Civico e la sua riproduzione posta nella piazza del Comune sono una prova della sua esistenza.

Proseguendo da via S.Leonardo verso Piazza del Gesù, si può osservare una fontana a fuso, riproduzione di una più antica appartenuta ad un monastero vicino. La chiesa del Gesù fu, nel 1271, sede dell'assassinio di Enrico di Cornovaglia, ricordato nel XII° canto dell'Inferno Dantesco. Pochi metri più avanti si trova Piazza della Morte con la sua fontana del 13° secolo. Da qui la "Compagnia della Morte", che seppelliva i cadaveri abbandonati, iniziava le processioni funebri.
Due edifici contrapposti e collegati a due figure femminili della storia viterbese possono essere osservati da questa piazza. Il primo è la chiesa moderna che ospita le spoglie di S. Giacinta Marescotti, principessa della famiglia Ruspoli di Vignanello e fondatrice di un ordine religioso.

L'altro edificio è un palazzo Gotico il quale oggi ospita l'amministrazione ospedaliera ed un tempo apparteneva a Giulia Farnese, meglio nota come "Giulia la bella". Sorella del papa Paolo III Farnese ed amante del papa Alessandro VI Borgia, si racconta dormisse su lenzuola di seta nera per mettere in mostra la candida pelle.
La fontana nella loggia del Palazzo Papale, la fons papalis, è costruita con resti di una fontana più antica, distrutta in un crollo. Con ogni probabilità questa era collegata un tempo con una cisterna sotterranea per rifornire d'acqua i cardinali durante il primo conclave (1268-1272).
Un'altra incantevole zona di Viterbo si può vedere accendendo da Porta Della Verità, di fronte al Museo Civico. La porta costruita nel 1728, è adornata con lo stemma papale di Benedetto XIII° (Franceso Orsini 1724-1730). Nelle vicinanze si possono ancora vedere i resti del palazzo di Federico Barbarossa (1242) e poco più avanti la fontana a fuso di Piazza Dante, con i leoni in peperino che dissetano il quartiere dal 1254.
In Piazza della Crocetta per una volta non sono leoni a decorare la fontana, ma teste umane. Da qui si raggiunge facilmente il santuario di S.Rosa nel quale è perfettamente conservato il corpo della santa.
Nel quartiere di Piano Scarano si può notare un'altra fontana a fuso. Questa, durante le annuali feste di quartiere, sgorga vino dalle sue cannelle. Nel 1376 questa zona fu scena di una rivolta sanguinosa, scatenata a causa di alcuni servi del Cardinale francese Carcassona, i quali lavarono un cane nella fontana, sorgente dell'acqua potabile di tutta la zona. L'atto sacrilego causò alcuni morti e la demolizione di diverse torri e fu placata solamente in seguito ad un intervento papale.
La storia non è stata clemente con la magnifica fontana di fronte al Museo Archeologico, in Piazza della Rocca. Questa infatti, costruita nel 1575 da vari artisti fra cui il Vignola, era instabile e dovette subire numerose modifiche fino a quando nel 1944 non fu completamente distrutta da bombardamenti Anglo-Americani. La fontana più moderna della città, del 1966, è la drammatica "ali e acqua", a Piazza del Sacrario, monumento dedicato ai paracadutisti raffiguranti due ali gigantesche circondate da una base in peperino nella quale sono iscritti i nomi di alcune celebri battaglie.

Mary Jane Cryan - www.elegantetruria.com

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