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Parchi Naturali
Parco Marturanum
Gestore Comune di Barbarano Romano
Provincia Viterbo
Istituzione 1984
Estensione 1220 ettari
Sede piazza Marconi, 21 -Barbarano Romano (Vt)
Tel. 0761-414601/ 0761-414507
Fax: 0761-414588
E-mail marturanum@parchilazio.it
Ambiente: Il parco Marturanum si estende per circa 1200 h. in un area compresa tra i monti Cimini e i monti della Tolfa, e mostra una grande varietà di habitat naturali: si passa infatti da zone collinari aride e povere di vegetazione ai Valloni con le tipiche forre (balconi tufacei scavati dall’azione erosiva del fiume), caratterizzati da una fitta e impenetrabile boscaglia.
Flora e fauna: Nelle colline riservate al pascolo brado di equini e bovini predominano i querceti con cerro e roverella, le formazioni arbustive con piante spinose come il biancospino, il pero mandorlino, la marruca, il prugnolo e la rosa canina.
Nell’ambiente delle forre i versanti più ombrosi sono ricchi di specie arboree quali: nocciolo, carpino, pioppo bianco e nero, salice, ontano, olmo e salice mentre i più assolati accolgono una vegetazione con bagolaro, caprifico, alaterno, leccio, albero di Giuda e fillirea; il sottobosco è ricco di felci e di molte specie di orchidee selvatiche.
Nell’area del parco vivono molte specie di uccelli, sia stanziali che migratori, quali: poiana, falco pellegrino, nibbio, lanario, gheppio, allocco, civetta, gufo reale, passero solitario e ghiandaia marina e mammiferi: gatto selvatico, istrice, lepre, martora, tasso, volpe, faina, donnola, cinghiale, capriolo e lupo. In voliera viene allevato il capovaccaio, che da alcuni anni risulta estinto come nidificante nel parco Lo scopo di allevare in voliera i capovaccai è quello di preparare un futuro progetto di reintroduzione della specie nel Parco di Marturanum.
Attività turistiche e attrezzature: Il Centro Polifunzionale del parco si trova in viale IV Novembre e ospita sia il Centro Visite per l’accoglienza turistica che il Museo del Territorio. Tra le strutture del parco è presente anche un Centro Polifunzionale Ippico in località "La Fontanaccia".
Per la visita agli ambienti naturali e archelogici del parco sono stati individuati alcuni sentieri natura attrezzati e con apposita segnaletica.
Da segnalare, a 2 km da Barbarano Romano, in località Caiolo, la necropoli etrusca di San Giuliano, con tombe che risalgono al VI - V sec. a.C. (della Regina, del Cervo, Rosi, Cima) e che è stata identificata come l’antica Marturanum; presso la necropoli ampio parcheggio per i visitatori, area pic-nic attrezzata e punto informazioni; (Centro Visite tel. 0761/414507).
A Barbarano, nell'ex chiesa di Sant'Angelo, è stato allestito il Museo Archeologico, che raccoglie reperti che vanno dal periodo Villanoviano al III secolo d.C.
Come si raggiunge: Percorrendo la SS 2 Cassia fino al Km. 60, si gira al bivio Bracciano-Barbarano.
Parco suburbano Valle del Treja
Gestore Consorzio tra i Comuni di Calcata e di Mazzano Romano
Provincia Viterbo, Roma
Istituzione 1982
Estensione 700 ettari
Sede Via Roma, 1 - Mazzano Romano (Rm)
Tel. 06-9049295
E-mail valle.treja@parchilazio.it
Ambiente: L’area protetta si estende lungo il corso del fiume Treja, affluente del tevere; la valle del fiume presenta tutte le caratteristiche di un territorio formatosi a seguito di eruzioni vulcaniche nell’ era quaternaria, quindi forre profondamente incise e pareti tufacee a strapiombo, nei blocchi di tufo sono presenti inclusi lavici, pozzolanici e pomici. Gran parte del parco è costituito da zone boschive.
Flora e fauna: tra le specie arboree troviamo quelle tipiche della vegetazione mediterranea: leccio, orniello, fìllirea, corbezzolo, caprifoglio, erica arborea e bagolaro, inoltre nei versanti più riparati dal sole: carpino, acero campestre, nocciolo, sambuco, sanguinella, edera, vitalba; felci e muschi si trovano nel sottobosco dove sono anche narcisi e ranuncoli, ciclamini e orchidee selvatiche.
Tra le specie animali sono presenti volpe, tasso, ghiro, istrice, donnola, cinghiale, talpa e toporagno, rettili quali la tartaruga terrestre, la vipera aspis, il biacco e il cervone, tra gli uccelli il martin pescatore, cuculo, beccaccia, cinciallegra, picchio e ghiandaia, rapaci quali la poiana, lo sparviero, il nibbio e il gheppio, e tra i rapaci notturni la civetta, il gufo, il barbagianni e l’allocco, inoltre il Treja è popolato da cavedani, gamberi e granchi di fiume.
Attività turistiche e attrezzature: Il territorio del parco conserva ancora tracce degli antichissimi insediamenti falisci (le necropoli di Narce, Pietrina, Pizzopiede, Monte Cerreto, Monte le Croci, Monte li Santi, Morgi, ecc...), romani (l’antica via Amerina presso il bosco del Castellaccio) e medievali (antico borgo di Mazzano e di Calcata, il mulino e la torre di Mongelato).
Da segnalare le suggestive cascate di Montegelato (dalle quali parte uno dei sentieri del parco), conosciute anche per le numerose riprese cinematografiche realizzatevi.
Il punto accoglienza e il Centro Visite si trovano presso la sede del parco dove si può richiedere la mappa degli itinerari; i sentieri consigliati sono tutti appositamente segnalati. Si organizzano visite guidate a pagamento per le scolaresche, è possibile prenotare presso la sede tutti i giorni esclusi i festivi orario 9.00 -14.00.
Come si raggiunge: Si percorre la SS 2 Cassia fino al Km. 35, si esce a Settevene e si seguono le indicazioni per Mazzano e Calcata; tramite la SS 3 Flaminia fino a Rignano Flaminio poi si prosegue verso Faleria e Calcata; l’uscita dell’autostrada A1 più vicina è Magliano Sabina, si prosegue per Civita Castellana poi Faleria e Calcata.
Riserva di Monte Rufeno
Gestore Comune di Acquapendente
Provincia Viterbo
Istituzione 1983
Estensione 2892 ettari
Sede piazza Girolamo Fabrizio, 17 - 01021 Acquapendente (VT)
Tel. 0763/733442
Fax: 0763/730223
E-mail monte.rufeno@parchilazio.it
Ambiente: La riserva si trova al confine laziale con l’Umbria e la Toscana; è caratterizzata da un paesaggio prevalentemente collinare (i suoi rilievi non superano quota 774 m. s.l.m.), ed è attraversata nella parte sud-occidentale dal fiume Paglia e dai suoi numerosi affluenti. La formazione rocciosa dominante è costituita da argille, marne e arenarie.
I circa tremila ettari dell'area protetta sono per la maggior parte coperti da boschi dominati dai querceti misti, rimboschimenti di conifere occupano un quinto della riserva mentre nelle zone più diradate si trova la tipica macchia mediterranea. La riserva ha salvaguardato diverse specie animali in via d’estinzione e ha preservato una natura incontaminata e di rara bellezza.
Flora e fauna: Tra le specie arboree il tipo di quercia più diffusa è il cerro, seguito dalla rovere, inoltre sono comuni aceri, castagni, carpini, sorbi e frassini; rari gli esemplari di agrifoglio; i versanti più assolati accolgono la roverella, il leccio, il sorbo e l'acero. I rimboschimenti a conifere sono composti da pino nero, pino d'aleppo e marittimo. La macchia mediterranea è formata in prevalenza da leccio, corbezzolo, fillirea, e viburno.Tra le specie erbacce e floreali meritano una citazione la crespolina etrusca, il brugo, il farnetto, l’erba scopina, le tante splendide varietà di orchidee selvatiche, il giglio rosso e il narciso dei poeti.
Ricchissima la fauna grazie anche alla posizione geografica, alla storia passata e alle differenti tipologie ambientali della riserva, tra i mammiferi si segnalano il cinghiale, il capriolo, l’istrice, il tasso, la martora e il lupo, tra gli uccelli picchi, cince, tordi, luì, ghiandaie, martin pescatore, merlo acquaiolo, gruccione, aironi, e altre specie acquatiche. Sono presenti inoltre il moscardino, la tartaruga d’acqua dolce, la salamandrina dagli occhiali, il granchio e il gambero di fiume, e tra i rettili l’ululone dal ventre giallo, il cervone e la coronella austriaca.
Attività turistiche e attrezzature: All’interno dell’area protetta esistono numerosi percorsi debitamente segnalati da tabelle di inizio sentiero, di percorso e da paletti segnavia, qui sono possibili escursioni e trekking per tutte le età con percorsi e tempi differenziati.
Legato all’ambiente naturale della riserva è il Museo del Fiore, situato nei pressi di Torre Alfina; di sicuro interesse didattico-naturalistico, il museo è stato studiato per la facile comprensione dei ragazzi ma non manca di affascinare anche gli adulti; in esso si spiega la biodiversità del territorio, la biologia del fiore, i suoi rapporti con il mondo animale e con l’uomo illustrando alla fine la tipica tradizione dell’infiorata di Acquapendente, con i cosiddetti Pugnaloni. Particolare attenzione è stata posta per le strutture comunicative quali giochi, strumenti interattivi e multimediali, laboratori, sala proiezioni, ludoteca. Il museo offre anche una sezione esterna costituita dal "Sentiero Natura del Fiore", un'area pic-nic antistante per permettere una più piacevole sosta, un Giardino botanico, e la possibilità di visitare il Bosco Monumentale del Sasseto, annoverato tra i siti di maggiore interesse naturalistico dell'Italia centrale.
Info: Centro Visite tel. 0763- 733642
All'interno della riserva sono stati approntati caratteristici casali in pietra con funzione didattica e ricettiva (casale La Monaldesca, Tigna, Palombaro, Sambucheto, Sant’Antonio)
Info: Casale la Monaldesca, locanda con cucina tipica e camere, tel. 0763 -717078.
Come si raggiunge: La riserva di Monte Rufeno si trova sulla SS 2 Cassia al Km 136 e si raggiunge seguendo le indicazioni per Acquapendente, le uscite dell’autostrada A1 più vicine sono Orvieto e Fabro.
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