| |

|
Ferento
Sorge sull'altipiano tufaceo della Pianicara che si allunga in senso est-ovest tra i fossi di Guzzarella a nord e Acquarossa a sud, confluenti poco più ad oriente nel torrente Vezza. È possibile che il sito sia stato già occupato durante l'epoca arcaica da un insediamento etrusco. Nel I sec. a.C., dopo la guerra sociale, il centro divenne municipium, ascritto alla tribù Stellatina.
La città è famosa per aver dato i natali all'imperatore romano Otone, che governò nel 69 d.C. nonché a Flavia Domitilla, moglie di Vespasiano. Dal III sec. d.C. è accertata l'esistenza di una comunità cristiana, cui apparteneva il martire S. Eutizio. Ferento ebbe esistenza molto lunga sebbene in proporzioni sempre più ridotte, sino a quando nel 1172 fu conquistata e distrutta da Viterbo.
L'area urbana estesa su tutto il poggio di Pianicara, era protetta da una cinta muraria in piccola parte ancora visibile e ad ovest mediante un aggere. L'impianto dell'abitato, riconoscibile nelle foto aeree, presenta un andamento regolare: il decumano massimo era costituito dal tratto urbano della via Ferentiensis, arteria di collegamento tra la via Cassia ed il territorio falisco. Notevoli sono i resti di epoca romana: oltre al già citato decumano e a tratti di altri assi viari, si segnala il teatro risalente ad epoca augustea con rifacimenti di età severiana da cui provengono le statue delle Muse e di Eros ora al Museo Archeologico Nazionale di Viterbo. Adiacenti al teatro sono le terme, anch'esse di età augustea, più volte restaurate ed ampliate. È una grandiosa costruzione in opus mixtum, nel quale sono facilmente individuabili i resti del frigidarium, del tepidarium e del calidarium. Una serie di sepolture di epoca barbarica (VI-VII sec. d.C.) furono ritrovate nella sala porticata, così come in molti altri punti dell'area compresa tra le terme ed il teatro: si tratta di cassoni formati da grandi lastre di peperino, contenenti uno o due scheletri, privi di corredo. Noti da testimonianze epigrafiche sono inoltre il foro, un Augusteum, impianti idrici e l'anfiteatro riconoscibile in un ampia zona cava presso il margine settentrionale del pianoro.
Ad epoca medievale risalgono i resti di una torre, visibili all'altezza dell'angolo nord- orientale delle terme mentre procedendo verso il teatro si osservano i resti di una piccola chiesa, forse paleocristiana, monoaulata e con abside di cui si conservano le fondazioni.
Sui rilievi circostanti il poggio (Talone, Pian della Lupa, Poggio della Lestra, ecc.) si estendono le necropoli che, disordinatamente indagate nel secolo scorso e al principio del nostro, appaiono in uso dal IV sec. a.C. Tra queste il sepolcro dei Salvii che ha restituito venti sarcofagi inseribili in un arco cronologico che va dal II a tutto il I sec. a.C.
Recenti indagine archeologiche condotte dall'Università degli Studi della Tuscia nell'area dell'abitato hanno messo in luce una domus e tabernae di epoca romana nonché strutture difensive ed abitative altomedievali.
: : Virtual Tours : :
 |
|
| Verifica disponibilità e prezzi delle nostre camere! |
 |
Best Western Hotel Viterbo · Via San Camillo De Lellis, 6 · 01100 Viterbo Italy
Telefono: +39 0761.270100 · Fax: +39 0761.275717 · Numero Verde: 800.820.080 · Email: info@hotelviterbo.com
|