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La Basilica di Sant'Elia
Informazioni
per la visita è possibile contattare il convento dei Padri Michaeliti:
Tel. 0761-557729
per tutte le informazioni turistiche si può contattare anche il Comune di Sant'Elia:
Tel. 0761 -556425
Internet: www.comunecastelsantelia.it
E-mail: info@comunecastelsantelia.it
La Basilica si trova nel comune di Castel Sant'Elia, all'interno della valle Suppentonia, in posizione isolata e suggestiva, protetta da uno sperone tufaceo. Nel IV secolo, questa valle dove ora si trova la chiesa, ospitò la primissima forma di monachesimo Cristiano: nelle abitazioni rupestri si stabilirono infatti i primi Anacoreti che si prodigarono nella diffusione del modello di vita eremitica in occidente.
La chiesa primitiva fu edificata nel VIII sec., lì dove si trovava precedentemente un monastero benedettino (520 d.C.), costruito a sua volta sui ruderi di un antico tempio pagano (dagli etruschi dedicato al Dio Falacro, mentre dai romani dedicato a Diana cacciatrice).
L'edificio attuale è frutto di una ricostruzione del XI sec. voluta dall'abate Elia e citata da varie bolle papali (ad esempio la bolla di Innocenzo III del 1211 che la annovera tra le proprietà della basilica romana di S. Paolo fuori le mura). Tra le vicende avverse che colpirono la basilica di Sant'Elia si ricorda la frana di un masso proveniente dalla rupe contigua, accaduta nel 1607, e che comportò la parziale ricostruzione della parete sinistra da parte dei proprietari di allora, la potente famiglia dei Farnese.
Dopo aver attraversato un lungo periodo di abbandono è stata riscoperta e restaurata dall'architetto Vespignani durante il pontificato di Pio IX (1846-1878), mentre risalgono al secolo scorso i restauri degli affreschi e del tetto (1960), dei tre portali in facciata (1994) e dei resti della pavimentazione musiva cosmatesca (1997).
La chiesa possiede un impianto basilicale romanico contaminato, nei motivi architettonici, da influenze lombarde. L'interno si presenta suddiviso in tre navate con transetto rialzato e copertura con tetto a capriate; le navate sono separate da colonne di spoglio con capitelli differenti; degni di nota sono sicuramente l'ambone, ricomposto con resti dell'antica Schola Cantorum (recinzione del presbiterio risalente al VIII- IX sec.) e il particolare ciborio sorretto da quattro colonne, posto sopra l'altare; nella navata centrale e nel transetto sopraelevato si apprezzano alcuni avanzi del pavimento cosmatesco; l'abside e la parte destra del transetto sono arricchiti da degli affreschi che richiamano modelli bizantini, eseguiti nel XI sec. da una famiglia di pittori romani (tali Giovanni, Stefano e Niccolò), e rappresentanti scene Cristologiche, episodi tratti dall'Apocalisse e scene relative alla vita di sant'Anastasio.
La cripta si trova al di sotto dello spazio del transetto e dell'abside ed è suddivisa in due vani comunicanti tra loro: il primo, coperto da volta a botte, conserva le spoglie di S. Nonnoso, il secondo la tomba di Sant'Anastasio.
L'essenziale facciata in tufo, che risale al XII secolo, ripropone anche esternamente la suddivisione interna in tre navate con la centrale rialzata, ed è arricchita da un'elegante decorazione ad arcatelle cieche e da tre portali delineati in marmo bianco e sormontati da lunette; accanto alla facciata esisteva una torre campanaria, andata perduta nel 1855, che era stata edificata nel 1260 dai canonici di S. Spirito in Sassia e di cui resta la testimonianza in alcune stampe antiche.
Come si raggiunge:
Da Roma, si percorre la SS 2 Cassia fino a Monterosi, quindi si gira al bivio per Nepi e si prosegue verso Castel Sant'Elia, si arriva alla Basilica scendendo dal centro storico verso il fondovalle.; in autostrada A1 uscita Magliano Sabina, si prosegue per Civita Castellana e si prende poi la strada provinciale SP 77 (che arriva a Nepi) sino al bivio per Castel Sant'Elia
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