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Il lago di Bolsena

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Situato nell'alto Lazio, a 304 m s.l.m., è il lago di origine vulcanica più esteso d'Europa. Il suo perimetro misura 43 Km, la sua area è di circa 114 Km², il bacino imbrifero è di 273 Km² ed ha profondità massima di 146 m; derivante dalla catena dei M.ti Vulsini, occupa una serie di cavità crateriche che risalgono al periodo pliocenico, e le due isole situate nel lago (Bisentina e Martana) sono anch'esse dei residui craterici affioranti.
Pur avendo numerosi torrenti immissari, l'unico fiume emissario è il fiume Marta, il quale, iniziando il suo corso a partire dalla cittadina omonima sfocia nel mar tirreno presso Tarquinia. Il lago presenta il curioso fenomeno delle "sesse", variazioni improvvise di profondità delle quali non si conoscono ancora con precisione le cause.

Cenni storici
Territorio abitato sin dalla preistoria (sono state rinvenute tracce della presenza umana che vanno dal neolitico all'età del bronzo) ospitò le civiltà Villanoviana, Etrusca e Romana per ricadere, nel tardo medioevo, tra i domini della Chiesa; fu poi nel Papa Paolo III Farnese ad istituire nell'area del lago il Ducato di Castro per poi affidarlo al figlio Pier Luigi: il territorio conoscerà allora un periodo di ritrovato benessere che si rispecchia anche nel fervore edilizio che alimentò l'opera costruttiva di magnifici palazzi e ville pronte ad accogliere le nobili famiglie romane che venivano a trascorrere qui i mesi estivi. Nel 1649 il Ducato fu rovesciato e la zona ritornerà a far parte dei domini della Chiesa; durante il Settecento l'innalzamento del livello del lago favorirà il diffondersi della malaria, scomparirono alcuni centri abitati (Bisenzio e Borghetto), mentre altri si spostarono verso quote più alte (San Lorenzo); dopo l'Unità d'Italia in zona si svilupperà il fenomeno del brigantaggio che verrà sconfitto solo nel secolo successivo, quando il territorio stava passando sotto il controllo del regime fascista. A partire dal dopoguerra il lago conobbe un periodo di declino e di abbandono dovuto principalmente alla carenza di possibilità lavorative; l'economia tuttora si basa principalmente sull'agricoltura e sul turismo il quale -se adeguatamente valorizzato -potrebbe essere nel prossimo futuro un fattore di forte sviluppo territoriale.

Flora e fauna
Le sue coste, prevalentemente basse e sabbiose, sono incorniciate dai canneti molto fitti -soprattutto nella parte occidentale del lago-, a poca distanza dalle rive si osservano il ranuncolo, il giunco fiorito e l'erba morella; tra le piante acquatiche troviamo la lisca lacustre, la lenticchia d'acqua, la brasca delle lagune, il millefoglio d'acqua, e, a maggior profondità, l'erba tinca, la ranocchia maggiore e quella minore.

Le specie arboree più diffuse lungo le sponde del lago sono la quercia, il castagno, la vite e l'ulivo, mentre nell'isola Bisentina si trova un prezioso bosco di lecci (segnalato nel 1979 dalla Società Botanica Italiana) e, in entrambe le isole, prevale una vegetazione a macchia mediterranea.
Le acque limpide che lo caratterizzano, (da cui deriva la denominazione di "lago che si beve" e la tradizione dei pescatori di cuocere in acqua lacustre la tipica zuppa di pesce -la sbroscia-), hanno permesso lo sviluppo di svariate specie ittiche: vi si possono trovare la carpa, la tinca, il coregone, il persico reale, il luccio, la scardola, il cefalo, il latterino, il gambero di fiume, il pesce gatto, l'anguilla, ecc.
Sono molte anche la specie di uccelli acquatici che sostano presso il lago durante le migrazioni, tra i quali garzette, folaghe, svassi, morette, moriglioni, fischioni turchi, tuffetti e varie specie di aironi; svernano presso il lago anche la strolaga mezzana e il cormorano mentre sono residenziali i gabbiani, i colombi e i cigni. Anfibi e rettili sono ben rappresentati da varie specie di rane, tritoni, e bisce, purtroppo si trovano nelle sue acque anche alcune specie esotiche introdotte dall'uomo che si sono rivelate dannose per l'ecosistema lacustre: il persico sole, la tartaruga nordamericana, il pesce gatto e la nutria. Ulteriori minacce per l'ambiente del lago sono rappresentate del taglio dei canneti (dove nidificano molti uccelli) per fare spazio alle spiagge, e l'uso di pesticidi e diserbanti per le coltivazioni che attraverso le falde acquifere possono facilmente alterare la qualità delle acque.

Il Museo territoriale del lago di Bolsena
Indirizzo Rocca Monaldeschi, Bolsena
Tel. +39 0761.798630
Orario 10.00-13.00 invernale, con apertura anche pomeridiana sab. e dom. dalle 15.00 alle 16.00; 10.00-13.00/ 16.00-20.00 estivo, chiuso il lunedì
Biglietti Intero 3,50 € - ridotto 2,00 € per i gruppi di almeno 10 persone, gli utenti sotto i 18 e sopra i 65 anni, possessori di Museum Card. Il biglietto intero comprende la visita panoramica alle torri, mentre la sole torri sono visitabili al prezzo di 2,00 €

Il Museo si trova all'interno delle Rocca Monaldeschi della Cervara e ripercorre nelle varie sezioni le tappe storiche fondamentali del lago a partire dalla sua formazione e poi dai mutamenti avvenuti durante i secoli con reperti che testimoniano il passaggio delle varie civiltà che si sono stabilite nell'area, dalla preistoria ai giorni nostri.

Attività turistiche
Le acque del lago offrono ai visitatori la possibilità di cimentarsi in varie attività sportive dalla pesca alla vela, al windsurf inoltre vengono organizzate delle escursioni sia naturalistiche che culturali, spaziando l'offerta dai paesi limitrofi quali Bolsena, Marta, Capodimonte, Grotte di Castro, Montefiascone, sino a Tuscania, Tarquinia, la necropoli di Castel d'Asso, la Selva del Lamone, etc... (per maggiori informazioni vedere il sito internet).
L'isola Bisentina, ricca di monumenti e di splendidi paesaggi naturalistici, è circumnavigabile con delle motobarche che partono da Capodimonte mentre non è possibile la visita dell'isola Martana, resa famosa dal fatto che qui trovò la morte la regina dei Goti Amalasunta, ora di proprietà privata.
Le sponde del lago offrono la possibilità di degustare le specialità del luogo -soprattutto a base di pesce- nelle numerose trattorie e di soggiornare in alberghi, camping, agriturismi o bed and breakfast.
Tra le festività più sentite ricordiamo l'elaborata e artistica Infiorata del 18 giugno tenuta in occasione del Corpus Domini e la festa della patrona di Bolsena, S. Cristina, il 23 e 24 luglio con la rappresentazione vivente dei Misteri della Santa.

Come si raggiunge
Il lago di Bolsena è situato a circa 30 km a nord-ovest di Viterbo, si può percorrere la SS 2 Cassia sino a Montefiascone e poi seguire le indicazioni per il lago, oppure la SS 1 Aurelia sino a Montalto di Castro, si seguono poi le indicazioni per Valentano; l'uscita dell'autostrada A1 più vicina è Orvieto, si prosegue verso Viterbo e poi Bolsena.

Disponibilità Camere

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Telefono: +39 0761.270100 · Fax: +39 0761.275717 · Numero Verde: 800.820.080 · Email: info@hotelviterbo.com

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