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Hotel Viterbo - Dintorni ed eventi

Il Palazzo Dei Papi
Il Palazzo dei Papi con la sua pregevole loggia è l'emblema dello stile gotico, diffusosi nel Lazio nel XIII secolo dai monaci cistercensi. Edificato in piazza S. Lorenzo tra il 1255 e il 1266, in un periodo durante il quale i pontefici fecero della città la loro fissa dimora, possiede sia elementi legati all'edilizia monastica che difensiva che costituiscono uno dei paesaggi architettonici più suggestivi e ammirati della città.
Attualmente i locali del Palazzo vengono utilizzati dalla Curia e ospitano l'Archivio diocesano, la Biblioteca Capitolare e il Museo del Duomo la cui visita permette anche l'accesso alla Loggia e all'Aula del Conclave.

Il Quartiere Di San Pellegrino
Si tratta di uno dei più antichi quartieri della città che ha conservato meglio l'aspetto medioevale duecentesco con le vie anguste che si aprono su piccole piazze circondate da edifici, torri, porticati con arcate a tutto sesto e “profferli” che raggiungono fiorite balconate.
Il fulcro del quartiere è Piazza S. Pellegrino dove si trova l'omonima chiesa, di epoca romanica. Al suo interno i pochi frammenti di affreschi ci ricordano la bellezza perduta.
Sulla Piazza S. Pellegrino si affaccia Palazzo degli Alessandri, costruito nella prima metà del XIII sec. L'edificio a tre piani possiede un'ampia balconata, un suggestivo arco ribassato e presenta una variante del tipico “profferlo” viterbese che, invece di essere realizzato all’esterno, è costruito all’interno del muro perimetrale del palazzo. L’aspetto della scala è decorato con un motivo a stelle ripetute sulle scaffalature sopra di essa.
Sul lato opposto del Palazzo degli Alessandri si trova la torre Scaciaricci, una casa con torre di quattro piani.

Santa Rosa e La “Macchina Di Santa Rosa”
Attualmente il corpo della Santa è conservato nella chiesa a Lei dedicata, in una preziosa urna in metallo capolavoro dell'orafo G. Giardini (1699), situata presso il secondo altare di destra.
Anticamente si trattava di una piccola chiesa dedicata a S. Maria delle Rose, edificata nel 1215 assieme al convento annesso. Santa Rosa nasce nel 1233 nei pressi di questo monastero e la leggenda racconta che a soli dieci anni aiutò a organizzare la resistenza popolare contro l'esercito imperiale di Federico II; fu esiliata dalla città e morì giovanissima nel 1251; sette anni più tardi fu ritrovato il suo corpo mummificato e si decise il trasferimento nel monastero che venne a lei intitolato. Ogni anno, la sera del 3 settembre, si svolge una commemorazione che coinvolge l'intera città e molti turisti. La commemorazione prevede il trasporto di una struttura -"la Macchina di S. Rosa"- alta circa 30 m. e pesante più di 5 tonnellate, che viene portata a spalla da 100 facchini in un percorso che attraversa Viterbo e che si conclude presso la chiesa di S. Rosa.

Terme Dei Papi
Pontefici come Gregorio IX e Bonifacio IX frequentarono Viterbo per le sue acque termali. La ristrutturazione e l'ampliamento delle terme, effettuata nel corso degli anni da vari Papi, è il motivo per cui le sorgenti termali sono chiamate "Terme dei Papi".
L'attuale struttura delle terme possiede una piscina di oltre 2000 m2. Ci sono inoltre aree dedicate a cure inalatorie, fangoterapia, saune, massaggi, terapia magnetica, drenaggio linfatico e cure che interessano in maniera particolare l'apparato respiratorio e quello osteoarticolare, ma anche malattie della pelle, calcoli renali, malattie dell'apparato digerente, ecc. Qualificati specialisti e staff dell'Università di Viterbo fanno parte del team che effettua le terapie ed i trattamenti.

Civita Di Bagnoregio
Il piccolo borgo medievale di Civita di Bagnoregio (443 m. s.l.m.) si erge al di sopra di uno sperone tufaceo, ed è attualmente raggiungibile solamente tramite un suggestivo ponte; dal paese si possono ammirare splendidi panorami sulla valle sottostante dove la rupe, sottoposta all'azione erosiva degli agenti atmosferici, prende le tipiche forme dei calanchi (bacini delimitati da creste e pinnacoli).
Monumenti principali da visitare sono: la Porta santa Maria di origine etrusca, la chiesa di San Donato che conserva preziosi cimeli storici e religiosi come la reliquia di Santa Vittoria e la Grotta di San Bonaventura.

Bomarzo e Il Suo Parco: Il Parco Dei Mostri
Il Bosco Sacro di Bomarzo è stato creato tra il 1552 e il 1580 per volontà del principe Vicino Orsini, parente di una delle più potenti famiglie del tempo, i Farnese.
L'idea era quella di realizzare un parco monumentale sulle pendici di un anfiteatro naturale, con fontane e grandi sculture in peperino, eseguite sfruttando i massi che già si trovavano in loco. Il parco ha il gusto tipico dello spirito e del clima culturale dell'epoca, tutto teso all'esaltazione di effetti scenici destinati a "suscitare meraviglia", ed e proprio questa l'impressione che si ha intraprendendo la visita lungo i viali del parco.
Il parco, abbandonato e dimenticato per secoli, fu riscoperto e restaurato dal nuovo proprietario Giovanni Bettini a partire dal 1953; l'opera di molti artisti contribuì alla sua rivalutazione presso il grande pubblico, primo tra tutti il geniale esponente del surrealismo Salvador Dalì (vedi l'opera Le tentazioni di S. Antonio" opera del 1946 ispirata appunto al Sacro Bosco).

Bolsena
Bolsena è un comune italiano di 4.235 abitanti della provincia di Viterbo, nel Lazio, famosa per essere denominata "La città del miracolo eucaristico" dando origine al Corpus Domini. Dista circa 30 km da Viterbo.
La città di Bolsena è posizionata sulla sponda settentrionale del Lago di Bolsena, formatosi oltre 300.000 anni fa in seguito alcollasso calderico di alcuni vulcani appartenenti alla catena dei monti Volsini. Il suo territorio è tutto compreso tra le sponde del lago, e le alture che costituivano l'orlo dell'antico cono vulcanico.
La sera del 23 luglio si svolge la Sacra rappresentazione dei Misteri di Santa Cristina: alcuni quadri viventi, detti Misteri, vengono allestiti per ricordare le sofferenze della santa bambina. La processione con la statua di Santa Cristina sosta davanti a ciascuna rappresentazione, percorrendo la strada dalla Basilica fino alla Chiesa del Santissimo Salvatore. I costumi e l'allestimento sono particolarmente curati e le suddivisioni dei ruoli e dei diversi allestimenti seguono una tradizione che si tramanda di padre in figlio. La mattina successiva la processione con la Santa parte dalla Chiesa del Santissimo Salvatore fino a ritornare a Santa Cristina, sostando davanti a nuove rappresentazioni che vengono allestite.
La tradizione cristiana ricorda il miracolo eucaristico, avvenuto a Bolsena nel 1263. Un prete di origine boema, durante la celebrazione dell'Eucarestia sulla tomba di Santa Cristina, avrebbe avuto dei dubbi sulla transustanziazione. D'un tratto del sangue, sgorgato dall'Ostia consacrata, bagnò il corporale e i lini liturgici. Papa Urbano IV, che si trovava nella vicina Orvieto, fu informato dell'accaduto e mandò il vescovo Giacomo per controllare la situazione, con il compito di portare con sé il sacro lino insanguinato. Nel 1264 il Papa promulgò la Bolla Transiturus che istituiva la Festa del Corpus Domini. A Bolsena sono custodite le sacre pietre, di cui una è sempre esposta alla venerazione dei fedeli.
La celebre processione che si snoda per le vie del paese vecchio venne celebrata, per la prima volta, nel 1811 per volontà del frate francescano Francesco dei conti Cozza.

Vulci
Vulci è un'antica città etrusca che oggi fa parte del territorio di Montalto di Castro, in Provincia di Viterbo, nella Maremmalaziale. Pur essendo lontana dal mare, si trova su di una piattaforma calcarea lungo la riva destra del Fiora.
Fu una delle più grandi città-stato dell'Etruria, con un forte sviluppo marinaro e commerciale con Grecia e Oriente, come testimoniano i sontuosi corredi funebri ritrovati nelle necropoli adiacenti, oggi sparsi nei musei di tutto il mondo.
Nelle necropoli che circondano la città, situate nei territori di Montalto di Castro e Canino, nelle località di Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo di Maggio e Camposcala, si trovano migliaia di tombe, dalle forme e tipologia diverse: fosse, tumuli, tombe a cassone, tombe a camera e tombe a corridoio. Tra le più note: il grandioso tumulo della Cuccumella (alto 18 metri e con un diametro di 75 metri), la Cuccumelletta e la Rotonda, la tomba François, situata nel territorio di Canino, quelledei Tori, delle Iscrizioni e dei Due Ingressi.
A Osteria sono presenti diverse tombe a camera caratterizzate dal soffitto scolpito, come era in uso nelle abitazioni etrusche. Tra i monumenti più suggestivi, il maestoso ponte detto del Diavolo (III sec. a.C.) che con i suoi 30 metri di altezza domina il fiume Fiora, nei pressi del castello medievale della Badia (XIII sec.).

Tuscania
Tuscania è un comune italiano di 8 300 abitanti[1] della provincia di Viterbo nel Lazio; dista dal capoluogo circa 24 km.
Tuscania, come molti dei comuni limitrofi e come tipico di questa zona del viterbese, sorge su alcuni (in questo caso, sette) promontori di roccia tufacea posti tra i fiumi Marta e Capecchio che dominano, permettendone il controllo, la valle del Marta (ovvero un'importante via di comunicazione e transumanza che univa, fin dalla preistoria, il lago di Bolsena con il mar Tirreno, nei pressi dell'attuale Tarquinia).

Caprarola. Il Palazzo Farnese.
Caprarola è un comune italiano di 5.676 abitanti[2] della provincia di Viterbo nel Lazio.Pur essendo immersa nell'antico territorio etrusco, Caprarola getta le sue radici in epoca molto più recente, in particolare, si hanno le prime notizie dell'esistenza di insediamenti stabili intorno al XI secolo, questo, come avvenne anche per Ronciglione, a causa dei Monti Cimini anticamente chiamati selva Cimina e considerati territorio impervio e impenetrabile. Durante il medioevo fu contesa da diverse famiglie feudatarie ma fu nel XVI secolo che conobbe il massimo splendore, quando i Farnese, con la nomina a Papa Paolo III del cardinale Alessandro Farnese, e con la costituzione del Ducato di Castro, estesero notevolmente il proprio dominio costruendo fastose ville e castelli. A Caprarola fu costruita la residenza più rappresentativa del livello di ricchezza e di potenza che questa nobile famiglia raggiunse, il Palazzo Farnese di Caprarola.
Il Palazzo Farnese inizialmente doveva avere caratteristiche difensive come era comune nelle dimore signorili del territorio laziale tra XV e XVI secolo. Il progetto per una residenza fortificata venne inizialmente affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane . I lavori iniziarono nel1530 ma furono sospesi più volte e poi ripresi nel 1559 dal Vignola. Il Vignola modificò radicalmente il progetto originale: la costruzione, pur mantenendo la pianta pentagonale dell'originaria fortificazione, venne trasformata in un imponente palazzo rinascimentale, che divenne poi la residenza estiva del cardinale e della sua corte. Al posto dei bastioni d'angolo l'architetto inserì delle ampie terrazze aperte sulla campagna circostante, mentre al centro della residenza fu realizzato un cortile circolare a due piani, con il superiore leggermente arretrato. Vignola fece tagliare la collina con scalinate in modo da isolare il palazzo e, allo stesso tempo, integrarlo armoniosamente col territorio circostante; inoltre fu aperta una strada rettilinea nel centro del paesino sottostante, così da collegare visivamente il palazzo alla cittadina ed esaltarne la posizione dominante su tutto l'abitato. Alla villa sono annessi gli "Orti farnesiani" (con lo stesso nome dei giardini della famiglia sul colle Palatino a Roma), uno splendido esempio di giardino tardo-rinascimentale, realizzato attraverso un sistema di terrazzamenti alle spalle della villa, arroccati sul colle dal quale s'erge la costruzione e collegati dal Vignola con la residenza attraverso dei ponti.

Golf Club “Le Querce” Di Sutri
Il percorso, formato da 18 buche più altre 3 d'allenamento e un organizzato campo- pratica, voluto dall'allora Presidente della Federazione Italiana Golf, Giuseppe Silva, è stato inaugurato nel 1990 e immediatamente apprezzato per il modo in cui è stato sfruttato il terreno su cui sorge, per l'utilizzo naturale di un fosso che lo attraversa a forma di ferro di cavallo e che diventa un ostacolo naturale.
Il Golf Club Le Querce si trova nella campagna laziale a 40 chilometri da Roma. L'impianto è stato progettato e realizzato dagli architetti americani George e Jim Fazio insieme con David Mezzacane. È stato inserito nella Peugeot Golf Guide 2006-2007 tra i dieci migliori campi italiani.

Tuscia Opera Festival
Il Tuscia Opera Festival è un'occasione perfetta per godere dell'opera, del balletto e per visitare i borghi medioevali.
Si possono ascoltare numerosissimi artisti nella bella piazza del Palazzo Papale, dove si tenne il primo conclave nel 1261.

Gastronomia Locale
Due ingredienti fondamentali sono essenziali per la gastronomia viterbese: la semplicità e l'autenticità. I salutisti apprezzeranno sicuramente le "minestre" (Zuppe) con tutti i tipi di verdure.

Pasta
Per coloro che preferiscono una cucina più ricca, si consigliano le tipiche fettuccine (pasta fatta in casa), i lombrichelli (spaghetti fatti con acqua e farina), che cambiano nome secondo la zona: cavatelli, bighi, culitonni, brigoli e piciarelli; ed il tradizionale e imbattibile "fieno" di Canepina (pasta molto sottile e leggera).

Carne
Tra i piatti a base di carne degno di nota è l’abbacchio (agnellino), arrosto, in forno o "alla cacciatora" (stufato al pomodoro, con vino e salsa alle erbe) ed il fritto misto di cervello, fegato, carciofi e funghi.

Pesce
Il pesce, di costiera o di lago, è cucinato in tutte le sue variazioni, tra cui la tradizionale "zuppa di pesce".

Verdure
Le verdure sono un piatto molto popolare. Non dimentichiamo i fagioli in umido con cotenna di maiale e la cicoria fresca condita con aglio e acciughe.

Formaggi
Tra i formaggi prodotti, semplici ma gustosi, ci sono il pecorino (fatto con latte di pecora), la caciotta, la ricotta e la mozzarella.

Vini e Dolci
La viticoltura è diffusa in tutta la regione grazie alle favorevoli condizioni climatiche; sono prodotti sia vini rossi che bianchi secchi (Est! Est!! Est! Colli Etruschi, Colli Cimini, Valle del Tevere), nonché i vini dolci (Cannaiola di Marta, Aleatico di Gradoli) un ottimo accompagnamento per i tradizionali dolci preparati con le nocciole e le castagne dei Monti Cimini.

fonte Wikipedia

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